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Diventare socio oppure aprire un circolo.. un mondo
a portata di mano..
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29/01/2010
SABATO 27 FEBBRAIO 2010
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
IN FAVORE DEI DIRITTI SOCIALI
I DIRITTI ALZANO LA VOCE
CARA POLITICA.
SUI BISOGNI DELLE PERSONE NON NE HAI AZZECCATA UNA!
Due milioni di italiani sono disoccupati. Mezzo milione di contratti precari non sono
stati rinnovati. Un giovane su 4 cerca lavoro senza trovarlo. Cresce il numero delle
persone che, ormai scoraggiate, smette persino di cercarlo.
Solo un disoccupato su tre ottiene in Italia un’indennità di disoccupazione.
In Europa, ogni disoccupato può contare su un sussidio.
Il nostro Paese è quello che spende di meno per la disoccupazione
tra i quindici paesi europei più avanzati.
Oltre otto milioni di italiani sono poveri (quart’ultimo posto in Europa). Quasi il 25% di tutti
i bambini e ragazzi italiani è povero. Le famiglie prive dei beni materiali per il soddisfacimento
dei bisogni essenziali sono 5.393.000 (quasi 1 su 4), cioè 19 milioni di persone!
Solo l’Italia, la Grecia e l’Ungheria, in Europa, non prevedono una forma di aiuto per
tutte le persone povere.
Soltanto l’1,2% della ricchezza nazionale va a sostegno delle famiglie (uno dei valori
più bassi in Europa).
La spesa sociale pro capite italiana è di un quarto inferiore alla media europea.
Nel 2000 gli ultrasessantenni superavano i 14 milioni di individui (21% della popolazione).
Nel 2020 arriveranno a 17,5 milioni (30%) e nel 2040 a 22 milioni (40%). Ciò
vuol dire una crescita enorme del bisogno di assistenza sanitaria e sociale.
In Italia il Fondo che dovrebbe aiutare gli anziani non autosufficienti,
e le loro famiglie, è fermo a 400 milioni di euro.
Servirebbero almeno 2 miliardi e mezzo.
NOI CREDIAMO CHE...
La crisi economica ha fatto comprendere a tutti che il nostro benessere è a rischio. Il lavoro è sempre più precario, fare figli e aiutarli a crescere ha costi sempre più alti, la non autosufficienza di un padre o di una madre ci mette alle corde.
Non può esserci sviluppo e benessere se milioni di persone non riescono a sopravvivere dignitosamente, se un altissimo numero di famiglie italiane, pur non essendo
povere, fatica ad arrivare alla fine del mese e ha paura del futuro.
Le risorse economiche per migliorare la vita delle persone e delle nostre città ci sono, ma non sono distribuite in modo giusto. Il 10% delle famiglie italiane più ricche detiene il 44,5% della ricchezza nazionale. Metà degli italiani ha solo il 9,8% della ricchezza del Paese. Anche in questo, siamo lontani dal resto d’Europa.
Il welfare (cioè la scuola, la sanità, le pensioni, l’assistenza sociale) è nato per tutelarci dai rischi e dalle diff icoltà che tutti incon triamo nella vita. Proprio per questo dobbiamo renderlo più moderno ed efficace. Eliminare gli sprechi è possibile e doveroso, ma smantellare il nostro sistema di sicurezza sociale renderebbe la vita di tutti noi molto più dura.
Inoltre, quasi nessuno dice che servizi sociali efficaci aiutano le persone prima che la loro situazione diventi più grave e rich ie da, quindi, più denaro per intervenire. Ad esempio, un giorno in una comunità di accoglienza costa non più di 120 e uro; un giorno in carcere 400.
Ci vogliono più welfare, più investimenti, più servizi sociali. Per garantire una vita dignitosa a ogni cittadino, a ogni essere umano, e permettergli di sviluppare le sue capacità, i suoi progetti.
NOI PENSIAMO CHE QUESTO SIA L’OBIETTIVO PRIORITARIO DELLA POLITICA, CHE QUESTA SIA LA RIFORMA DI CUI IL PAESE HA BISOGNO.
10 PROPOSTE PER UN’ITALIA CIVILE
1. Definire, con un accordo tra Stato e Regioni, i servizi sociali fondamentali (detti “livelli essenziali”) che devono essere garantiti per legge a ogni cittadino, su tutto il territorio nazionale.
2. Estendere l’indennità di disoccupazione a tutti coloro che perdono il lavoro e limitare fortemente i contratti precari.
3. Varare una misura di sostegno in favore delle persone povere (reddito minimo di inserimento).
4. Dotare il Fondo per le persone non autosufficienti di risorse adeguate a sostenere le famiglie italiane che si prendono cura di un anziano in condizioni difficili o di una persona disabile.
5. Realizzare un Piano nazionale per la chiusura di tutti gli istituti agreganti per le persone con disabilità, sostenendo la vita volontaria in famiglia o indipendente anche per le persone con disabilità più gravi.
6. Investire nella formazione degli adulti e in progetti di riqualificazione professionale per disoccupati e cassintegrati.
7. Dare la cittadinanza e il diritto di voto ai migranti che da oltre cinque anni vivono e lavorano onestamente nel nostro paese, rendendola automatica per i figli degli stranieri nati in Italia.
8. Aumentare le risorse destinate all’aiuto ai Paesi più poveri dall’attuale, insignificante, 0,16% allo 0,7% del Pil entro il 2015, come promesso più volte anche dal Governo Berlusconi (la media europea è allo 0,51%). Molte persone che emigrano resterebbero nel loro Paese se avessero condizioni di vita e di lavoro decenti.
9. Riformare il nostro sistema carcerario, in cui vengono rinchiusi soprattutto i più deboli e quelli che non hanno i soldi per pagarsi buoni avvocati. Non occorrono nuovi istituti di pena, ma progetti di recupero sociale nonché modificare la legge in modo che si vada in carcere solo per reati gravi e se si è realmente pericolosi; negli altri casi, invece, si deve ricorrere a pene e misure alternative alla detenzione.
10. Combattere l’evasione fiscale – con cui si priva la collettività di risorse che dovrebbero andare a beneficio di tutti – e usare le tasse per un fine giusto: garantire i diritti sociali.
NOI PENSIAMO CHE PER QUESTE PROPOSTE VALGA LA PENA BATTERSI.
Anche nella tua regione il volontariato, le associazioni, le cooperative sociali, il mondo del lavoro organizzano un’iniziativa per far presente alle istituzioni e all’opinione pubblica che dobbiamo tornare a investire nello “sviluppo per tutti” e nella costruzione di una società più solidale, più giusta, meno insicura, meno impaurita.
Per avere più informazioni su questa giornata di mobilitazione e per sapere quali
eventi sono stati organizzati nella città a te più vicino
consulta il sito www.idirittialzanolavoce.org
oppure contatta:
Mariano Bottaccio (Cnca) – cell. 329 2928070 – email: ufficio.stampa@cnca.it
Martina Castagnini (Arci) – cell. 338 2359333 – email: castagnini@arci.it
Giusy Colmo (Auser) – cell. 3482819301 – email: ufficiostampa@auser.it
Giuliano Giovinazzo (Fish) – cell. 3382995515 – email: ufficiostampa@fishonlus.it
La campagna “I diritti alzano la voce” è promossa da:
Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Welcome, Auser,
Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) - Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione “Città sociale” - Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos - Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Solidarietà e Cooperazione - Cipsi.
PARTECIPA ANCHE TU!
SE VUOI UN PAESE MIGLIORE FAI LA TUA PARTE
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